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Guida alle Classi di Concorso

Cosa sono le Classi di Concorso

Aspirare a diventare insegnante nel sistema scolastico italiano comporta il superamento di vari passaggi, il primo dei quali è comprendere cosa siano esattamente le Classi di Concorso. In un panorama educativo in continua evoluzione, questi codici identificativi rappresentano uno strumento fondamentale per accedere all’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Le Classi di Concorso (CdC) sono codici alfanumerici, come A-12, A-22, A-46, che collegano un titolo di studio specifico (solitamente una laurea magistrale) alle materie che si possono insegnare. Sono definite dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) e aggiornate con appositi decreti per garantire coerenza tra offerta formativa e competenze richieste.
Comprendere e identificare correttamente la propria classe di concorso è essenziale per:
    •    Partecipare ai concorsi scuola per l’assunzione a tempo indeterminato.
    •    Accedere ai percorsi abilitanti (60, 36 e 30 CFU).
    •    Accedere al TFA Sostegno.
    •    Iscriversi nelle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze).
    •    Presentare la MAD (Messa a Disposizione) alle scuole.
La complessità delle norme, unita alle continue riforme, rende fondamentale l’accesso a informazioni aggiornate e certificate per evitare errori fatali che possono compromettere l’intero percorso professionale.

Come Funzionano i Codici delle Classi di Concorso

Ogni classe di concorso è identificata da un codice che inizia con una lettera, solitamente “A” per le discipline teoriche o “B” per quelle tecnico-pratiche, seguito da un numero (es. A-12, A-22, A-46). Questo codice rappresenta l’associazione tra le materie insegnabili e i titoli di studio richiesti.
Esempio:
    •    A-12: Discipline letterarie nelle scuole secondarie.
    •    A-26: Matematica.
    •    A-46: Scienze giuridico-economiche.
Questa classificazione serve a stabilire con precisione:
    •    Quali titoli di studio (Lauree del Vecchio Ordinamento, Lauree Specialistiche, Lauree Magistrali o Diplomi Accademici di II livello) danno accesso all’insegnamento.
    •    Quali CFU, esami o annualità sono richiesti in determinati Settori Scientifico Disciplinari (SSD) o materie specifiche.
    •    Se è possibile insegnare più materie con la stessa laurea, in base alle Classi di Concorso compatibili.

Normativa Classi di Concorso: Leggi e Decreti Aggiornati

Il sistema delle classi di concorso è regolato da una normativa complessa che ha subito diverse riforme negli ultimi anni, dalla “Buona Scuola” fino alle recenti razionalizzazioni del PNRR. Conoscere i riferimenti legislativi è essenziale per orientarsi tra i requisiti.

Ecco la cronologia delle principali norme di riferimento:

NormativaDescrizione e Novità Introdotte
DPR 19/2016È il regolamento base che ha riordinato le classi di concorso, definendo i titoli di accesso (Lauree Magistrali e Specialistiche) e i requisiti curricolari (CFU) per ciascuna classe.
DM 259/2017Decreto correttivo che ha integrato e modificato il DPR 19/2016, aggiungendo nuove lauree ammissibili e specificando meglio i crediti necessari per alcune CdC.
DM 22 dicembre 2023La riforma più recente (in vigore dal 2024). Ha disposto l’accorpamento di diverse classi di concorso (es. A-24 e A-25 unite in A-22) per semplificare il reclutamento e garantire maggiore flessibilità.
Legge 107/2015Nota come “La Buona Scuola”, ha posto le basi per la riforma del sistema di formazione e reclutamento dei docenti, introducendo nuovi criteri per l’abilitazione.

Queste norme stabiliscono non solo i codici, ma anche la corrispondenza tra i vecchi titoli (Lauree Vecchio Ordinamento o DM 39/1998) e le attuali classi di concorso.

Perché è Importante Conoscere la Propria Classe di Concorso

Non si tratta di un semplice codice: la classe di concorso è il punto di partenza di tutto il tuo futuro da docente. È grazie a questo codice che puoi candidarti ai concorsi pubblici, iscriverti ai nuovi percorsi abilitanti, partecipare alle selezioni per il TFA Sostegno, accedere alle graduatorie per le supplenze (GPS) o inviare domande di Messa a Disposizione (MAD).
Non essere in regola con quanto richiesto per la propria classe di concorso può significare:
• Essere esclusi da una procedura di selezione.
• Non poter partecipare ai percorsi abilitanti.
• Perdere anni di formazione non compatibili con l’insegnamento.
Conoscere con precisione quali esami hai sostenuto, quali CFU possiedi e quali ti mancano rispetto alla classe di concorso di riferimento è fondamentale per strutturare un percorso professionale solido e conforme alle normative ministeriali.

Novità della Riforma 2024 sulle Classi di Concorso

Con il Decreto 22 dicembre 2023, il sistema delle classi di concorso è stato aggiornato con l’obiettivo di razionalizzare e semplificare l’accesso all’insegnamento nella scuola secondaria. Le novità principali riguardano l’accorpamento di alcune classi e precisazioni su metodologie come il CLIL. La riforma ha l’obiettivo di:
• Semplificare il panorama dei codici delle Classi di Concorso.
• Razionalizzare le categorie.
• Offrire maggiore omogeneità tra i diversi gradi scolastici.

ACCORPAMENTI DELLE CLASSI: NUOVE CATEGORIE

Una delle principali novità riguarda l’accorpamento delle vecchie classi. Diverse classi di concorso sono state fuse per creare categorie più ampie e omogenee. Ecco una tabella riassuntiva dei principali accorpamenti:

Nuova ClasseDenominazione UfficialeAccorpa le ex Classi
A-01Disegno e storia dell’arte nell’istruzione secondaria di I e di II gradoA-01 (Arte e immagine) e A-17 (Disegno e storia dell’arte)
A-12Discipline letterarie nell’istruzione secondaria di I e di II gradoA-12 (Discipline letterarie II grado) e A-22 (Italiano, storia, geografia I grado)
A-22Lingue e culture straniere nell’istruzione secondaria di I e di II gradoA-24 (Lingue e culture straniere II grado) e A-25 (Lingua inglese e seconda lingua I grado)
A-30Musica nell’istruzione secondaria di I e di II gradoA-29 (Musica II grado) e A-30 (Musica I grado)
A-48Scienze motorie e sportive nell’istruzione secondaria di I e di II gradoA-48 (Scienze motorie II grado) e A-49 (Scienze motorie I grado)
A-70Italiano negli istituti di I e II grado con lingua di insegnamento slovenaA-70 e A-72
A-71Discipline letterarie negli istituti di I e II grado con lingua di insegnamento slovenaA-71 e A-73

Questi accorpamenti mirano a creare categorie più ampie e versatili, pur mantenendo separate le graduatorie per la scuola secondaria di primo e secondo grado.

Nota importante: Nonostante l’accorpamento, il decreto stabilisce che resta ferma la distinzione dei ruoli della scuola secondaria di I grado e della scuola secondaria di II grado. Questo significa che le graduatorie per i concorsi e per le supplenze continueranno a essere separate per i due diversi gradi di scuola.

VALIDITÀ DEI VECCHI TITOLI: CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA

Una nota molto importante riguarda i titoli conseguiti prima dell’11 febbraio 2024. Il decreto prevede una clausola di salvaguardia che tutela i docenti che hanno ottenuto il titolo con i vecchi requisiti.

La riforma non è retroattiva. Chi ha conseguito un titolo di studio valido per l’accesso a una classe di concorso prima dell’11 febbraio 2024 può continuare a fare riferimento ai requisiti previsti dalle normative precedenti (DPR 19/2016 e DM 259/2017) per partecipare a concorsi, percorsi abilitanti, TFA Sostegno e per l’accesso alle graduatorie per le supplenze.

In pratica: se hai conseguito una laurea che dava accesso a una classe di concorso prima del 2024, continui ad averne diritto anche dopo la riforma. Questo vale per:

  • Concorsi
  • TFA Sostegno
  • Percorsi abilitanti
  • Graduatorie GPS

LA METODOLOGIA CLIL: COSA CAMBIA

La riforma ha inoltre regolamentato con precisione l’insegnamento in lingua straniera tramite metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning).

Come Insegnare con CLIL: Certificazioni Richieste

Per poter insegnare una disciplina non linguistica in lingua straniera, servono due requisiti:

  1. Certificazione linguistica almeno di livello C1 (QCER).
  2. Attestazione metodologica CLIL, ottenibile con specifici corsi di perfezionamento.

Uno dei corsi consigliati è il: Corso di Perfezionamento in Didattica dell’Insegnamento con la Metodologia CLIL

Titoli di Accesso per l’Insegnamento nella Scuola Italiana

L’accesso all’insegnamento dipende dal grado scolastico e dalla materia.

REQUISITI PER INSEGNARE NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA E PRIMARIA
Per insegnare in questi ordini scolastici è richiesta l’abilitazione all’insegnamento. Il percorso principale per ottenerla è la Laurea Magistrale a Cicolo Unico in Scienze della Formazione Primaria (LM-85 bis). In alternativa, è valido anche il Diploma Magistrale, incluso il diploma di liceo socio-psico-pedagogico, purché sia stato conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002.
• 
La Laurea in Scienze della Formazione Primaria, sia del Vecchio Ordinamento sia l’attuale Laurea Magistrale a Ciclo Unico (LM-85 bis).
• 
Diploma Magistrale conseguito entro l’a.s. 2001-2002 (inclusi licei socio-psico-pedagogici)

REQUISITI PER INSEGNARE NELLA SCUOLA SECONDARIA DI I E II GRADO
Per la scuola secondaria, il requisito base è una Laurea Magistrale, Specialistica o di Vecchio Ordinamento. Tuttavia, non tutte le lauree consentono di insegnare qualsiasi materia. Ogni titolo di studio dà accesso a una o più Classi di Concorso specifiche, spesso a condizione di possedere un determinato numero di Crediti Formativi Universitari (CFU) in precisi Settori Scientifico-Disciplinari (SSD).
• 
Laurea Magistrale, Specialistica o Vecchio Ordinamento
• 
Presenza di CFU minimi in Settori Scientifico Disciplinari specifici per ogni Classe di Concorso

CLASSI DI CONCORSO ITP: INSEGNAMENTO TECNICO-PRATICO
Gli ITP sono docenti che gestiscono le attività didattiche nei laboratori degli istituti tecnici e professionali. Fino al 31 dicembre 2024, per accedere alle classi di concorso ITP (identificate dalla lettera “B”) era sufficiente possedere un Diploma di istruzione secondaria di secondo grado coerente con la classe di concorso. Dal 2025 in poi, è obbligatoria almeno una laurea triennale per accedere alle CdC ITP (classe B-xx).

INSEGNAMENTO DI SOSTEGNO: COME OTTENERE L’ABILITAZIONE
Per diventare insegnante di sostegno è necessario possedere due requisiti fondamentali:

1. Possedere il titolo di accesso completo per una specifica classe di concorso. Questo significa non solo avere la laurea richiesta, ma anche “essere in regola con quanto richiesto”, ovvero possedere tutti i CFU/esami necessari per quella classe.

2. Ottenere la specializzazione per le attività di sostegno didattico, superando il percorso selettivo noto come TFA Sostegno.

Esempio pratico: un laureato in Giurisprudenza, per poter partecipare alle selezioni del TFA Sostegno, deve prima assicurarsi di avere tutti i crediti richiesti per la sua classe di concorso di riferimento (la A-46), anche se il suo obiettivo finale è insegnare sul sostegno e non diritto ed economia.

Per affrontare la selezione, esistono specifici Corsi di preparazione al TFA che aiutano a superare le prove di ammissione.

Elenco Completo delle Classi di Concorso

Una volta compresi i principi generali, è fondamentale avere a disposizione una tabella dettagliata con l’elenco aggiornato delle classi di concorso e i relativi titoli di accesso. Questa panoramica è indispensabile per capire quali lauree permettono l’insegnamento e in quali ambiti disciplinari.

Nota bene: Questa tabella è una guida indicativa. L’accesso a molte classi di concorso è subordinato anche al possesso di specifici CFU, da verificare nel dettaglio sulle tabelle ministeriali.

COME LEGGERE LA TABELLA DELLE CLASSI DI CONCORSO
Nella tabella troverai:

  • Il codice alfanumerico della classe (es. A-11, A-22).
  • La denominazione ufficiale della materia o gruppo di materie.
  • Le principali Lauree Magistrali (LM) che costituiscono titolo di accesso.
  • Alcune sigle speciali come DASL, DISL, che indicano diplomi accademici specifici.
TABELLA UFFICIALE: CLASSI DI CONCORSO E TITOLI DI ACCESSO
CodiceDenominazione CdCPrincipali Lauree di Accesso (LM)
A-01Disegno e storia dell’arteLM-2, LM-3, LM-4, LM-10, LM-12, LM-43, LM-45, LM-65, LM-89, DASL, DISL
A-11Discipline letterarie e latinoLM-1, LM-2, LM-5, LM-10, LM-14, LM-15, LM-39, LM-43, LM-80, LM-84, LM-89
A-12Discipline letterarieLM-1, LM-2, LM-5, LM-10, LM-11, LM-14, LM-15, LM-39, LM-43, LM-65, LM-78, LM-80, LM-84, LM-89
A-13Discipline letterarie, latino e grecoLM-2, LM-5, LM-14, LM-15, LM-39, LM-43, LM-84, LM-89
A-15Discipline sanitarieLM-6, LM-9, LM-13, LM-41, LM-42, LM-46, LM/SNT1-4
A-18Filosofia e Scienze umaneLM-1, LM-50, LM-51, LM-57, LM-62, LM-64, LM-78, LM-85, LM-87, LM-88, LM-93
A-19Filosofia e StoriaLM-1, LM-50, LM-57, LM-58, LM-64, LM-78, LM-84, LM-85, LM-93, LM-94
A-20FisicaLM-17, LM-20, LM-21, LM-22, LM-23, LM-25, LM-26, LM-27, LM-28, LM-29, LM-30, LM-31, LM-32, LM-33, LM-34, LM-35, LM-40, LM-44, LM-53, LM-58, LM-72, LM-79
A-21GeografiaLM-1, LM-2, LM-10, LM-11, LM-43, LM-48, LM-56, LM-62, LM-75, LM-76, LM-77, LM-80, LM-81, LM-84
A-22Lingue e culture straniereLM-36, LM-37, LM-38, LM-39, LM-94
A-26MatematicaLM-17, LM-18, LM-20, LM-21, LM-22, LM-23, LM-25, LM-26, LM-27, LM-28, LM-29, LM-30, LM-31, LM-32, LM-33, LM-34, LM-35, LM-40, LM-44, LM-53, LM-58, LM-66, LM-80
A-27Matematica e FisicaLM-17, LM-20, LM-21, LM-22, LM-23, LM-25, LM-26, LM-27, LM-28, LM-29, LM-30, LM-31, LM-32, LM-33, LM-34, LM-35, LM-40, LM-44, LM-58, LM-72
A-28Matematica e ScienzeLM-6, LM-7, LM-8, LM-9, LM-17, LM-20, LM-21, LM-22, LM-25, LM-26, LM-27, LM-30, LM-31, LM-32, LM-33, LM-35, LM-40, LM-44, LM-53, LM-54, LM-60, LM-61, LM-66, LM-69, LM-70, LM-71, LM-72, LM-73, LM-74, LM-75, LM-79, LM-86
A-46Scienze giuridico-economicheLM-52, LM-56, LM-62, LM-63, LM-76, LM-77, LM-81, LM-82, LM-83, LM-87, LM-88, LM-90, LMG-01
A-48Scienze motorie e sportiveLM-47, LM-67, LM-68
A-54Storia dell’arteLM-2, LM-5, LM-10, LM-11, LM-43, LM-89

CFU e Esami Mancanti: Il Vero Ostacolo all’Insegnamento

Avere una laurea che, sulla carta, dà accesso a una classe di concorso è solo il primo passo. Spesso, il vero ostacolo si nasconde nel dettaglio del proprio piano di studi, con requisiti che cambiano a seconda dell’ordinamento universitario.

Questo dettaglio, spesso ignorato, costituisce il principale motivo di esclusione da concorsi, percorsi abilitanti e graduatorie.

Per le Lauree di Nuovo Ordinamento (Magistrali e Specialistiche), la normativa richiede il possesso di un numero minimo di Crediti Formativi Universitari (CFU) in specifici Settori Scientifico-Disciplinari (SSD).

Per le Lauree del Vecchio Ordinamento, invece, i requisiti sono espressi in termini di annualità o esami specifici che dovevano essere presenti nel piano di studi. Le Tabelle A e A/1 del Ministero definiscono queste materie e le loro equipollenze.

È una situazione molto comune: al termine del percorso universitario, molti aspiranti docenti scoprono di avere delle “lacune” che impediscono l’accesso alla classe di concorso desiderata. Per questo motivo, il primo passo fondamentale è sempre una verifica approfondita del proprio piano di studi in relazione alle tabelle ministeriali.


COS’È UN SSD E PERCHÉ È FONDAMENTALE PER L’ACCESSO

SSD significa Settore Scientifico Disciplinare. Ogni esame universitario appartiene a un SSD (es. M-STO/01 per Storia Medievale, L-FIL-LET/10 per Letteratura Italiana), e le Classi di Concorso richiedono un numero minimo di CFU per ciascun settore pertinente.

Esempio:
Per la CdC A-12 potresti aver bisogno di:
• 12 CFU in L-FIL-LET/10 (Letteratura Italiana)
• 12 CFU in M-STO/01 (Storia)


COME VERIFICARE IL TUO PIANO DI STUDI

La verifica per capire se si è in possesso di tutti i requisiti avviene attraverso tre passaggi:

• Ottenere il certificato ufficiale degli esami sostenuti, rilasciato dalla propria università, che riporta per ogni esame il relativo SSD e i CFU conseguiti.

• Confrontare il proprio certificato con le tabelle ministeriali aggiornate per la classe di concorso di interesse.

• Richiedere l’analisi da parte di un consulente esperto, il metodo più sicuro per avere una valutazione certa ed evitare errori.


COME RECUPERARE I CFU MANCANTI

Se dalla verifica emerge che ti mancano dei crediti, le strade principali per integrarli sono due:

  1. Iscriverti a corsi singoli universitari nei SSD richiesti.
  2. Seguire percorsi formativi mirati (come Master di completamento) riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Attenzione: Non tutti i corsi sono validi per l’integrazione. È fondamentale affidarsi sempre a università o enti accreditati dal MIM per avere la certezza che i crediti conseguiti siano riconosciuti.

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